12 novembre 2014

COMMEMORAZIONE DELLE VITTIMER DELLA STRAGE DI NASSIRYA


Oggi ricorre l’undicesimo anniversario della strage di Nassiriya, una delle pagine sicuramente più tristi della nostra storia recente italiana.
Il 12 novembre del 2003 a Nassiriya, città a sud dell’Iraq, un camion-bomba esplose dentro il recinto della ‘Maestrale’, una delle basi del contingente italiano a cui era demandato il controllo su una delle regioni irachene.
Un vero attacco kamikaze contro la base Maestrale: un camion forzò il posto di blocco all’entrata della base, proseguì la sua corsa sino alla palazzina che ospitava il dipartimento logistico italiano, provocando una sparatoria.
Dietro al camion fece irruzione anche un’autobomba, finendo la sua corsa con una violenta e devastante esplosione che portò a fine giornata ad un bilancio tragico.
Furono 28 le persone che morirono: 12 carabinieri, cinque soldati dell’esercito e due civili italiani, nove civili iracheni, una ventina di italiani, tra militari e civili, rimasti feriti.

Sono tante le iniziative e le celebrazioni che oggi ricordano quella triste giornata e in coincidenza dell’anniversario della strage, viene come sappiamo celebrata la “Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace”, istituita con la legge n. 162 del 12 novembre 2009.
L’Italia è tra i sette paesi maggiormente impegnati nelle operazioni di peacekeeping ONU.
La nostra partecipazione alle missioni è sempre stata particolarmente apprezzata, rappresentando un vero e proprio modello, soprattutto grazie alla capacità di dialogo dei nostri contingenti con le popolazioni locali e all’impegno dimostrato in campo sia civile che militare nelle operazioni di stabilizzazione e mantenimento della pace.
Il nostro Paese è attualmente impegnato nel sud del Libano e in Medio Oriente e partecipa attivamente a missioni ONU in Asia , in Africa e in Europa.
Il tragico attentato di Nassiriya fu il più grave attacco alle truppe militari italiane dalla fine della seconda guerra mondiale. Come spesso viene ricordato la guerra entrò nelle case degli italiani alle 8,45 del mattino, a Nassiriya erano le 10.45.

Oggi sono ancora tanti i conflitti nel mondo e il percorso di pace è molto lontano dall’essere raggiunto.
Come è doveroso fare invito questo Consiglio ad osservare un minuto di silenzio, ricordando che la pace è un obiettivo che l’Italia e l’Europa devono perseguire sempre, costruendo insieme alle popolazioni vittime di conflitto, condizioni economiche e sociali che consentano il raggiungimento di una piena democrazia.

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