15 marzo 2016

INTERVENTO PRESIDENTE GANAU SEDUTA CONGIUNTA CAL

 

Buongiorno a tutti,
Un saluto al Presidente Casti, ai Sindaci, ai rappresentanti della Giunta tutti i colleghi Consiglieri. Svolgiamo questo incontro sulla base di una scadenza dovuta ma con l'impegno ad un confronto vero , un momento di sintesi di quel confronto che avviene sempre più frequentemente sui principali temi di intervento della Regione e sulle tante criticità dell'isola. Lo facciamo alla vigilia dell'avvio della discussione consiliare sulla legge finanziaria 2016 che rappresenta il riferimento delle azioni di governo dell'anno in corso. E credo che sarà questo l'argomento principale della giornata odierna.
Ci accingiamo a definire una manovra di grande difficoltà, perché molte ed accresciute sono le criticità che dobbiamo affrontare quotidianamente, tante e ben note a chi amministra gli enti locali. Dobbiamo fare i conti con la ristrettezza delle risorse e siamo tutti chiamati ad una piena responsabilità per individuare le priorità ed eliminare ogni possibile spreco, ottimizzando le politiche ed indirizzandole verso sistemi di maggior efficienza, economicamente sostenibili. È evidente che il perdurare della crisi economica ed il persistere delle tante situazioni di crisi in ambito regionale che pongono gravissimi problemi sociali, rendono ancora più difficile quest'opera.
In questo quadro di gravissima crisi economica e sociale è purtroppo evidente che proprio i Sindaci sono le figure più esposte perché in prima linea ad affrontare con mezzi, sempre meno adeguati le difficoltà. Lo ribadisco,i Sindaci non possono essere lasciati soli ad affrontare le difficoltà, a garantire la legalità e l'imparziale amministrazione. È’ di pochi giorni fa l'ennesima assemblea dei sindaci che ha avuto come tema proprio gli attentati contro gli amministratori locali. Colgo l'occasione per rinnovare la solidarietà mia personale e di tutto il Consiglio al sindaco di Desulo ma con lui a tutti, troppi, amministratori locali che hanno subito vigliacchi atti di intimidazione, che mettono a rischio la loro incolumità e purtroppo anche quella dei propri familiari per il solo fatto di svolgere un impegno civico in favore della comunità. È da troppo tempo che sentiamo di leggi che dovrebbero tutelarli, di interventi di intelligence, di osservatori sugli attentati e dall'altra invece registriamo un impoverimento progressivo della presenza dei presidi delle forze dell'ordine nella nostra isola e più in generale di quei presidi che rappresentano una testimonianza della presenza dello Stato e della vicinanza delle Istituzioni centrali nel nostro territorio.
Credo sarebbe utile, seppur non consuetudine, se oggi votassimo un ordine del giorno per ribadire le richieste di attenzione al problema, rafforzando le richieste già avanzate dagli Enti Locali. In questo quadro, siamo impegnati a realizzare interventi necessari, non rinviabili, a profonde riforme in settori chiave della nostra Regione. Ad iniziare proprio ,dalla riforma della Regione, che deve trovare un nuovo assetto che sia basato sulla semplificazione e la lotta alla burocrazia per una migliore efficienza ed una migliore risposta ai cittadini, alla riforma degli Enti locali, che pur avendo una legge di riferimento è lontana dall'essere attuata e dall'aver raggiunto quell'equilibrio necessario. La riforma sanitaria, che è una priorità assoluta per garantire la qualità dovuta nell'erogazione delle prestazioni socio sanitarie ai Sardi per trasformare un sistema economicamente insostenibile e con una qualità non soddisfacente in un sistema sostenibile e di qualità. Progetto ambizioso, ma possibile e già avviato. Mi limito a questi riferimenti per sottolineare la necessità di un sempre miglior rapporto tra Enti Locali, organo legislativo ed esecutivo per affrontare questi problemi trovando le migliori soluzioni e la più ampia condivisione. È dalla capacità che avremo di dare risposte a queste criticità, di dare una speranza diversa da quella attuale. Speranza che passa anche per l'attuazione di politiche del lavoro efficaci e, nell'immeditato, di un governo del sociale più equilibrato. E da questo che dipende il futuro dell’isola.
A questo proposito credo che sia matura una riflessione sulla ripartizione del Fondo Unico erogato dalla Regione che così come ripartito genera delle evidenti diseguaglianze in particolare nella disponibilità di risorse per la spesa sociale penalizzando le situazioni dove c'è maggiore necessità.
Credo anche sia opportuna una maggiore consapevolezza delle ragioni della nostra Specialità, che non è al sicuro, come qualcuno vuole far credere, ma è messa in discussione da processi riformatori nazionali che hanno caratteri di accentuazione del centralismo. Le difficoltà della nostra regione derivano in gran parte dall'essere isola, tagliata fuori dai grandi sistemi di rete nazionali ed europei: quelle dei trasporti, delle comunicazioni e dell'energia in primo luogo. Per questo dobbiamo ribadire e difendere in ogni sede e con ogni strumento la nostra autonomia.
Mi piace dare questa valenza anche alla recente scelta fatta dal Consiglio Regionale di opporsi all'esproprio delle proprie funzioni e competenze su temi prioritari che riguardano il territorio, l'ambiente e la salute dei cittadini, promuovendo i referendum contro le trivelle. In questo senso va inquadrata la rinnovata collaborazione con l’isola gemella Corsica che condivide gran parte dei nostri problemi, storia e cultura. Per un nuovo ruolo che questa macroregione europea (Corsica e Sardegna) può svolgere non solo nei confronti degli stati madre ma nei confronti dell’Europa con un’interlocuzione non più mediata che punti innanzitutto ad un pieno riconoscimento della condizione di insularità. Per esercitare con maggiore efficacia gli spazi previsti dallo statuto sardo è necessario definire una volta per tutte una legge statutaria. Devo dire con piacere che è in fase di definizione una proposta che terrá conto delle esigenze di modernità ed maggiore efficienza del sistema regione, all’ interno della quale dovrà trovare collocazione la nuova legge elettorale in grado di superare le ambiguità interpretative di quella attuale, ma sopratutto di dare risposte alle esigenze di rappresentatività di genere e territoriali. In questo quadro dovrà trovare definizione un aggiornamento della legge 1/05 di istituzione del Consiglio delle Autonomie Locali.
Io credo ad un sistema dove gli Enti Locali affianchino il Consiglio Regionale nella fase di definizione dei provvedimenti che li riguardano, e credo che sia opportuno rinforzare il sistema dei pareri del CAL con forme che, in caso,di parere negativo, riportino ad un supplemento di confronto sui temi in discussione, oltrechè ribadire e rafforzarne ruolo e funzioni.
Spero che nel Consiglio Regionale ci sia la disponibilità a cogliere questa opportunità.