31 luglio 2016

Sanità, un'idea di Sardegna che coinvolge tutti i territori


La riforma delle Aziende Sanitarie della Sardegna con l'istituzione di un’ azienda unica che raggruppa le attuali otto ASL, rappresenta una scelta storica che già nel nome
Azienda Tutela della Salute (ATS) vuole indicare una prospettiva ed un approccio nuovi alla riforma del sistema sanitario regionale. Un punto di vista che mette al centro la tutela della salute in senso lato piuttosto che la ‘cura’. Ma è anche scelta storica perché vuole garantire il controllo e l'omogeneità dei servizi sanitari sul territorio e perché, per la prima volta, affronta il tema del decentramento delle funzioni.

Purtroppo, in questi giorni, prevalgono reazioni e pareri contrari alla scelta della sede dell’ Azienda per la tutela della salute, piuttosto che approfondimenti sul suo significato e sulla sua funzione. Pareri che portano a sostegno pseudo ragioni tecniche che in realtà fanno emergere una preoccupante idea della Sardegna dove tutti i luoghi decisionali e gli enti strumentali devono trovare obbligatoriamente collocazione nel capoluogo della Regione.

Credo piuttosto che parlando della riforma della aziende sanitarie locali della Sardegna, dobbiamo innanzitutto ricordare il grande significato politico di una scelta coraggiosa di portare il controllo e la gestione di tutta la Sanità territoriale sotto un governo unico. Scelta necessitata dalla condizione difficile (sotto tutti i punti di vista) e dalle disomogeneità presenti nel sistema sanitario regionale. Scelta che potrà, se ben governata, finalmente favorire un’ omogenizzazione degli interventi e dell’ erogazione dell'offerta sanitaria su tutto il territorio regionale, contribuendo anche ad un controllo della spesa, oggi non rinviabile. Di questo si dovrebbe parlare e di quali strategie mettere in campo per ottenere questi risultati, piuttosto che della sede.

Ma visto che si discute di questo, mi piace sottolineare il forte senso ‘politico’ insito anche nella scelta di decentrare la sede, collocando quest'azienda a Sassari e la nascitura Azienda dell'Emergenza Urgenza (AREUS) a Nuoro. Il Consiglio Regionale ha avviato un percorso che per la prima volta inverte un'inaccettabile tendenza alla concentrazione di tutti gli organismi decisionali in un unico luogo, scegliendo la strada del decentramento.

Una strada per far sentire vicini i territori e per dare nuovo ruolo ed energia a chi oggi si sente, a torto o a ragione, marginale nel ‘Sistema Sardegna".

Credo che su questa strada si debba proseguire con decisione, procedendo al trasferimento delle sedi dei principali Enti regionali sui territori, di fatto fornendo a questi non solo nuove motivazioni, ma anche nuovi riferimenti culturali ed economici.

Spero che questo percorso appena avviato, venga portato avanti con coraggio e determinazione, nella convinzione che non sarà minimamente intaccata la loro efficienza operativa ma sicuramente sarà riconquistata un'idea di Sardegna dove tutti si sentono parte integrante di un percorso di gestione, non dipendenti da un unico centro di comando dove si concentra tutto il potere politico e gestionale. Un'idea di Sardegna che grazie anche agli interventi che si stanno realizzando per superare le criticità storiche (riforma Enti locali, sanità, Forestas, Patto per la Sardegna) possa sentirsi più unita e uguale.

Se avremo la capacità di associare le riforme in corso per migliorare l'efficienza e la qualità del sistema ad un processo di valorizzazione dei territori regionali, credo che avremo fatto un grande passo in avanti anche dal punto di vista culturale, aiutando anche il capoluogo della nostra Regione, dove restano le sedi di tutti i poteri politici e non solo, a svolgere al meglio quel ruolo che gli appartiene e che non è certo in discussione, e quello nuovo di città metropolitana, che ricordo è modello unico nel panorama nazionale.