7 aprile 2017

Moby Prince: a ventisei anni dalla tragedia

Intervento del presidente Gianfranco Ganau in occasione dell’incontro organizzato dal Consiglio regionale della Sardegna “Moby Prince: a ventisei anni dalla tragedia” - 7 Aprile 2017

Buongiorno a tutte e tutti,
quello che è accaduto la sera del 10 Aprile del 1991 è il più grave incidente della marineria mercantile italiana. Una tragedia costata la vita a 140 persone, la cui dinamica era e rimane ancora ad oggi un mistero, con tanti punti interrogativi che le inchieste ed i processi non sono riusciti ad eliminare.

Noi oggi vogliamo mantenere ancora vivo non solo il ricordo ma anche la speranza di riuscire ad arrivare alla verità.
Lo facciamo nella sede della più alta istituzione della nostra Regione perché il legame della Sardegna con questo terribile disastro è sempre molto forte. È così perché quel traghetto in partenza da Livorno quella sera di aprile sarebbe dovuto arrivare ad Olbia. Era sardo il comandante della Moby Ugo Chessa, erano sardi molti dei passeggeri che hanno perso la vita quel giorno.
Sono sardi anche i figli del comandante Chessa Angelo e Luchino che da quel giorno, instancabilmente continuano a lottare alla ricerca della verità e di giustizia.

E anche oggi che il Senato della Repubblica ha deciso di istituire una commissione di inchiesta chiamata a cercare di fare luce su quanto accaduto nel porto di Livorno la Sardegna è in prima linea con il Presidente della Commissione, Silvio Lai e con due dei componenti, i senatori Luciano Uras ed Emilio Floris.
La legge istitutiva approvata dal Senato ha previsto ampi poteri per la Commissione che dal giorno del suo insediamento sta lavorando per chiarire e per dare risposta a molti di quegli interrogativi. Domande che riguardano non solo la dinamica dell’incidente e la causa della collisione ma anche la verifica dell’esatta posizione della petroliera Agip Abruzzo, i tempi di sopravvivenza delle vittime e conseguentemente anche l’organizzazione dei soccorsi. Noi oggi vogliamo far sentire ancora ai familiari delle vittime i sentimenti di vicinanza che a distanza di 26 anni sono ancora forti e ben presenti.

Vogliamo restituire loro un po’ di quel coraggio che hanno dimostrato in questi lunghissimi anni nei quali al dolore della perdita dei propri cari si è aggiunta l’angoscia di non poter conoscere la verità e, come detto, avere piena giustizia. Siamo convinti che questa commissione, anche per la presenza di tre rappresentanti della nostra Regione, saprà compiere ogni possibile sforzo per arrivare a quella verità che fino ad oggi è mancata.
Mentre attendiamo con speranza e fiducia gli esiti del loro lavoro vogliamo ancora una volta rendere chiaro che il ricordo di questa tragedia rimarrà sempre vivo nella memoria e nella coscienza di noi sardi.


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