25 aprile 2017

A Padria  per celebrare il XXV Aprile  Festa della Liberazione e ricordare Gavino De Luna, nato a Padria, e trucidato alle Fosse Ardeatine.

Signora Sindaco,
è con grande piacere che oggi sono qui, a rappresentare il Consiglio Regionale, nella celebrazione del 72° anniversario della liberazione del nostro Paese dal nazi-fascismo.
Siamo qui per ricordare quegli uomini e quelle donne che hanno combattuto e spesso perso la vita per consentire alla nostra generazione di vivere nella democrazia e nella libertà.
Anche a Padria c’è testimonianza di un martire della Resistenza, cui rendiamo onore oggi, Gavino Luna in arte Gavino De Lunas, artista, cultore sin dalla giovane età del canto in re, sia come autore che come interprete, considerato ancor oggi uno dei migliori "cantadores a chiterra" di tradizione logudorese, antifascista da sempre e operante nella Resistenza, ucciso a sangue freddo con altri 334 innocenti in una delle pagine più tristi dell’occupazione tedesca, rappresentato dall’eccidio delle Fosse Ardeatine. Siamo qui per non dimenticare cosa abbiamo conquistato e cosa possano fare regimi dittatoriali dove ogni libertà è negata.
La mia generazione ha avuto la fortuna di crescere nella democrazia, di poter compiere gesti di tutti i giorni a cui non diamo peso, come acquistare e leggere un giornale o i libri che vogliamo, esprimere opinioni, manifestare dissenso. Partecipiamo ad attività sociali e culturali, possiamo aderire a partiti, sindacati, votare liberamente per scegliere i nostri amministratori, la classe dirigente. Ebbene, quello che oggi appare scontato, è possibile solo grazie alla lotta di resistenza, a quegli uomini e quelle donne che hanno lottato e perso la vita per consentire tutto questo, a quei valori che li hanno ispirati nella lotta di liberazione dal nazi-fascismo.
Questa normalità è possibile grazie a quel 25 aprile del 1945.
Sotto il regime fascista la libertà di pensiero, di associazione, di stampa, la possibilità di costituire partiti, di manifestare erano vietate e chi si oppose al regime fu vittima di una violenza inaudita. Allora non esisteva la libertà, si veniva discriminati e perseguitati per opinioni politiche diverse, per le proprie tendenze sessuali o provenienze razziali, per un diverso credo religioso.
E oggi abbiamo scelto di essere qui a Padria, in un comune delle zone interne, dove a causa dello spopolamento le condizioni di uguaglianza e di pari opportunità, di raggiungimento pieno di quei diritti, frutto della lotta di resistenza, appaiono più problematiche.
Il fenomeno dello spopolamento, più marcato nelle zone interne, è il tema vero della nostra Regione. Soprattutto di fronte ad attendibili studi demografici che stimano una possibile riduzione da qui al 2055 di oltre 450.000 abitanti della popolazione residente in Sardegna. Una popolazione troppo vecchia per reggere lo Stato sociale.
Per combattere questa piaga è necessario attivare interventi in grado di contrastarla, garantendo condizioni che consentano la piena fruizione dei diritti essenziali come l'istruzione, il lavoro e i servizi sanitari.
E lo sottolineo in questa giornata perché il tema dei diritti ubiquitari è uno di quelli affermati, grazie alla lotta di Liberazione, nel testo fondante del nostro Stato democratico che è la Costituzione. È impegno democratico operare perché anche nella nostra isola sia possibile godere appieno di questi diritti.
Si tratta di un fenomeno di ampia portata i cui risvolti appaiono di non facile soluzione. E sulla ricerca di tutte le soluzioni possibili per arginarlo devono essere concentrate le azioni e le politiche della Regione perché questa scommessa, vitale per la Sardegna, possa e debba essere vinta.  


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