La mia generazione ha avuto la fortuna di crescere nella democrazia, di compiere gesti di tutti i giorni a cui non diamo peso, come acquistare e leggere un giornale o i libri che vogliamo, esprimere opinioni e manifestare dissenso. Partecipiamo ad attività sociali e culturali, possiamo aderire a partiti, sindacati, votare liberamente per scegliere i nostri amministratori. Sotto il regime fascista la libertà di pensiero, di associazione, di stampa, la possibilità di costituire partiti e di manifestare erano vietate e chi si oppose al regime fu vittima di una violenza inaudita. Spetta oggi a noi e ai giovani far sì che queste conquiste non siano disperse, siano consolidate e non date per scontate.

Oggi a Sassari per celebrare il XXV Aprile ho partecipato alla manifestazione organizzata dal comune di Sassari a Palazzo Ducale, in collaborazione con l'Anpi, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia. Con un corteo ho sfilato insieme a cittadine e cittadini, associazioni e gruppi combattentistici e d'arma dall'Emiciclo Garibaldi sino al cortile interno del palazzo dove, come di consueto, è stata deposta anche la corona commemorativa della presidenza del Consiglio regionale ai piedi della lapide celebrativa.

Ho voluto ricordare nel mio intervto la celebre frase di Piero Calamandrei, giurista, scrittore politico e padre costituente “la libertà è come l'aria...ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare....” pronunciata nel 1955 nel suo discorso agli studenti milanesi. Dopo 60 anni le sue parole andrebbero lette ogni giorno per ricordarci che la nostra democrazia va continuamente alimentata, attraverso battaglie in difesa della solidarietà, della giustizia sociale e del rispetto della persona umana. Oggi affrontiamo un periodo di grandi incertezze a causa della crisi economica, politica e di valori e per paura del terrorismo, ma questo non può impedirci di restare umani. Ho anche fatto notare non sempre la celebrazione di questa ricrrenza è patrimonio comune dell' intera nazione in quanto l'amministrazione comunale di Todi nei giorni scorsi ha deciso di negare il patrocinio e l'utilizzo del suo logo all'Anpi per le celebrazioni del 25 aprile.

Dobbiamo ricordare che quello che accade nel mondo ci riguarda sempre e parlare di immigrazione significa guardare in faccia le grandi questioni del futuro: sostenibilità, lavoro, risorse del territorio, diritti umani, equilibri demografici, sicurezza, futuro nostro e dei nostri figli. È nell’indifferenza che si sono consumati i fatti più tragici della nostra storia, come diceva Antonio Gramsci con le parole chiare e forti di chi ha vissuto in prima persona il drammatico evolversi della dittatura nazifascista. Quella sua distanza ostile verso gli indifferenti resta un lucido insegnamento anche per la fase storica che viviamo coscienti che solo dalla buona politica, quella che consente la partecipazione, che spinge alla responsabilità e che stimola la passione, può arrivare il contrasto all’indifferenza.

Il mio intervento