Questa sera ho partecipato al convegno di studi dal titolo “Per una storia della Regione autonoma della Sardegna 1948 – 1969”, organizzato nell'ambito delle iniziative per i settanta anni dall'entrata in vigore dello Statuto speciale, dalla presidenza del Consiglio regionale, il dipartimento di Storia, scienze dell'uomo e della formazione dell'Università di Sassari, il Centro studi autonomistici “Paolo Dettori” e l'associazione culturale “Integru” con il patrocinio della Fondazione di Sardegna.
Ho ricordato il percorso dei settant'anni dell'autonomia sarda, il progresso economico e sociale che lo ha caratterizzato, sottolineando però anche le insufficienze dello statuto emerse negli anni, come il diritto ad essere collegati alle grandi reti dell'energia, pochi indirizzi su temi come la scuola, l'educazione e i beni culturali, ovviamente assenti le reti digitali e internet, e soprattutto nessun accenno alla necessità di riequilibrare la presenza di servitù militari nell'isola. Insufficienza non significa necessità di superamento ma necessità di maggiori spazi di autonomia perché autonomia significa differenziazione e a sua volta la differenziazione non è una scelta, ma una conseguenza necessaria della nostra diversità.
Occorre un decentramento reale e accelerare il processo legislativo senza indebolire la democrazia e riaffermare il valore fondamentale dell'istituto parlamentare. Gli iter legislativi possono essere semplificati ma guai a pensare il percorso di formazione delle leggi e di confronto con l'esecutivo come un intralcio, bene l'equilibrio dei due poteri, un tema ancora da affrontare e risolvere, magari potenziando gli strumenti di indirizzo e di controllo dei parlamenti sugli atti degli organi esecutivi. A settant'anni dall'approvazione dello Statuto sardo dobbiamo essere orgogliosi soprattutto di quanto riusciremo a fare per affrancare questa terra dall’incapacità di rispondere alle giuste esigenze di ciascuno di noi perché le ragioni dell’autonomia e della specialità risiedono nella responsabilità che hanno tutte le istituzioni, Stato, Regione, Enti locali, di concorrere a realizzare pienamente la rinascita della nostra terra.

I lavori i lavori sono stati moderati dal professor Antonello Mattone e sono intervenuti tra gli altri il direttore del dipartimento di Storia, scienze dell'uomo e della formazione dell'Università di Sassari, Marco Milanese, il presidente del Centro studi autonomistici “Paolo Dettori” ed ex presidente della Regione Sardegna, Pietrino Soddu, il professor Francesco Soddu, docente di storia delle istituzioni politiche dell'Università di Sassari, Salvatore Mura assegnista di ricerca al dipartimento di Storia dell'Università di Sassari e lo storico Sandro Ruju.