L'impegno che prendo è quello che la proposta di legge regionale di contrasto al fenomeno del cyberbullismo, depositata a marzo dal consigliere Comandini, diventi al più presto legge e quindi che il passaggio in commissione sia il più rapido possibile. 
Si tratta di uno strumento in più in grado di completare e rafforzare la legge nazionale, approvata lo scorso anno dal Governo. È questo l'impegno che ho assunto questo pomeriggio durante i lavori della tavola rotonda “Mai più bulli e cyberbulli”, organizzata a Sassari, nell' Aula Magna dell'Università, dall'Unicef Sardegna e moderata dalla giornalista Daniela Scano, alla quale sono intervenuti, tra gli altri, Paolo Picchio, il padre di Carolina morta suicida nel 2013 perché vittima di cyberbullismo, Elena Ferrara senatrice del PD, promotrice e prima firmataria della legge n.71 del 2017 sulla prevenzione ed il contrasto del fenomeno e la Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza, Grazia Maria De Matteis.
Ho illustrato la proposta di legge n.496, depositata a marzo dal gruppo PD in Consiglio regionale, costruita sul modello della legge nazionale, e che prevede una serie di azioni mirate al contrasto del fenomeno: la promozione dell'educazione civica digitale,
un piano triennale di sensibilizzazione e informazione rivolto ai minori e agli adulti da realizzare in ambito scolastico,
corsi di formazione per operatori e genitori,
programmi di sostegno per le vittime e le loro famiglie,
uno sportello di ascolto diffuso sul territorio e un tavolo tecnico da istituire presso la Giunta regionale con il supporto e l'apporto dell'attività svolta dalla Garante regionale, dal Corecom Sardegna e dall'osservatorio permanente per la prevenzione dei bullismi, istituito presso l'Ufficio scolastico regionale della Sardegna nel 2007. 

 
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