20 novembre 2017

Sassari - Convegno: "La specialità nello Statuto della Sardegna: un privilegio da cancellare o un valore da preservare?"


Il convegno organizzato a Sassari dall'associazione degli ex consiglieri regionali della Sardegna, in collaborazione con il dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Sassarimi mi ha fornito l'occasione per ribadire la mia posizione su questa tematica.
Credo sia finita la politica di centralismo spinto che nasceva come esigenza da parte dell'Europa e delle nazioni per governare la finanza e l'economia in un momento di crisi diffusa oggi viviamo una nuova fase che permette l'attuazione di quel titolo V della Costituzione che dopo la sconfitta del referendum costituzionale rimane in piedi e necessita di essere applicato sino in fondo.
Sono per il decentramento delle funzioni che tanto sono più vicine e adattate alle esigenze dei territori, tanto più possono essere esercitate in maniera ottimale. Sono per un regionalismo differenziato dove possono tranquillamente coesistere le maggiori competenze delle regioni ordinarie e quelle già previste per le regioni a statuto speciale. Il caso della Sardegna è emblematico anche e soprattutto per la sua condizione di isola che determina il persistere di condizioni di arretratezza.


Non posso credere che in questi settantanni si siano avvicendati governi incapaci e si siano attuate politiche inconcludenti, ma credo che dietro questa difficoltà ci sia proprio il nostro essere isola.
La richiesta di referendum costituzionale che ho convintamente sottoscritto non è necessariamente lo strumento per ottenere questo riconoscimento, ma credo possa essere lo strumento utile per trovare unità e dare una nuova spinta e una nuova forza di contrattazione al governo regionale. Credo infine che non serva una riscrittura o una revisione del nostro Statuto penso piuttosto che serva un rilancio della battaglia per la sua piena applicazione e per un'applicazione delle norme che in esso sono contenute. Non è un caso che la Sardegna ad oggi abbia registrato soltanto dodici norme di attuazione, contro le settantadue del Trentino Alto Adige.
Bisogna esercitare al meglio le funzioni già contenute nello Statuto, credo ci siano tutte le condizioni per farlo in maniera eccellente, qualificata e spendibile.