21 novembre 2017

Report annuale povertà della Caritas


Oggi abbiamo ospitato la conferenza stampa di presentazione del Report della delegazione regionale della Caritas per illustrare i nuovi dati su povertà ed inclusione sociale in Sardegna.
Durante l’incontro con i giornalisti sono state esaminate le problematiche emergenti relative alla povertà e ai bisogni rilevati sul territorio nello scorso anno, sulla base dei dati forniti dai centri d’ascolto delle Caritas diocesane della Sardegna, illustrati dal direttore della Caritas di Iglesias, Raffaele Callia, responsabile del servizio Studi e ricerche dell’organismo pastorale della CEI. Ho ringraziato la Caritas soprattutto per le attività di sostegno e ascolto che quotidianamente svolgono sul territorio.
Il lavoro è l’emergenza principale che dobbiamo affrontare e su questo si stanno attivando delle politiche i cui risultati non possono essere raccolti nell’immediato. Agli strumenti emergenziali che vengono messi in campo dalla Caritas si affiancano soluzioni proposte e avviate dalle istituzioni pubbliche. Il Reis, ad esempio, che ha consentito di mettere a correre 40 milioni di euro da destinare all’ inclusione sociale per facilitare attività lavorative.
Dall’altra il tema della dispersione scolastica sul quale io insisto molto. I dati della Caritas illustrati oggi confermano che la bassa scolarità è uno degli elementi che facilita la caduta nel regime di povertà, rendendo difficile l’accesso lavorativo.
Ho ricordato gli interventi della Regione Sardegna contro la dispersione scolastica per garantire favorevoli condizioni di studio nelle scuole e quelle per il sostegno agli studi superiori e universitari attraverso il miglioramento delle condizioni di ospitalità dei non residenti e l’incremento delle borse di studio per le famiglie con redditi bassi, tutti interventi mirati a migliorare la qualità della formazione e garantire quindi migliori prospettive lavorative.
Se non riduciamo questo fenomeno avremo giovani che avranno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro perché è dimostrato che con l’incremento della scolarità aumentano le possibilità occupative. È necessario intervenire in maniera articolata con un lavoro congiunto fra istituzioni, Caritas e associazioni di volontariato per evitare sovrapposizioni e consentire così azioni mirate e più efficaci al contrasto delle povertà».