Blog

qui puoi trovare tutti gli articoli pubblicati in home page nel 2018

20 novembre 2018

Chiusura sedi INPS la direzione generale risponde negativamente


Il 10 ottobre scorso insieme ai presidenti dei Gruppi consiliari avevamo raccolto la richiesta unanime dei sindaci dei comuni, sedi delle strutture periferiche dell’INPS in Sardegna, dei rappresentanti dei comitati provinciali dell’INPS, delle organizzazioni sindacali di CIGL, CISL e UIL, della Confindustria e della Confapi nel corso di un'assemblea alla quale aveva partecipato anche la direttrice regionale dell’Istituto. In quell'occasione tutte le parti intervenute avevano ribadito la propria contrarietà al progetto di riorganizzazione degli uffici territoriali con la trasformazione in punti Inps di 8 agenzie (Isili-Senorbì, Tempio, Alghero, Ozieri, Ghilarza, Sorgono, Siniscola, Macomer) e il possibile ridimensionamento di quelle di Assemini, Carbonia e Lanusei. Un’eventualità sempre più probabile visti i nuovi parametri per il mantenimento degli attuali presidi nei territori, introdotti dal Regolamento di attuazione del decentramento territoriale, emanato dall’Inps lo scorso 21 settembre.
La risposta della direzione generale dell'INPS di oggi non ci soddisfa e riteniamo necessario portare avanti insieme ai territori coinvolti ogni azione utile volta ad impedire la chiusura delle sedi decentrate dell'isola, coinvolte dall'applicazione del Regolamento di attuazione del decentramento territoriale dell’Istituto.
Infatti l'INPS ha ribadito che il nuovo regolamento rientra in un più ampio progetto di ripensamento dell'articolazione dei processi produttivi dell'Istituto, segnando il passaggio da una situazione in cui ogni struttura era chiamata a coprire potenzialmente tutti gli ambiti operativi, ad un modello che prevede invece operatività differenziate tra le diverse sedi dell'Istituto” con la rassicurazione che “per la chiusura di un'agenzia territoriale, laddove sia disposta, l'Istituto garantisce in ogni caso il presidio territoriale mediante l'istituzione di un Punto INPS” che secondo la direzione generale “continuerebbe a garantire, anche nei territori caratterizzati da particolari carenze infrastrutturali e criticità sul piano economico e sociale, la presenza fisica di personale qualificato per la gestione dei servizi informativi e consulenziali”.
Quanto affermato dai vertici dell'Istituto non ci conforta perché questa riforma così strutturata è inadeguata per la Sardegna e i presunti risparmi non riuscirebbero a coprire l’aumento dei costi sociali che potrebbero triplicare.
Faremo sentire la voce della Regione nelle sedi opportune e anticipo azioni forti da parte del Consiglio regionale che porterà avanti le istanze dei territori interessati.

 

 

 

19 novembre 2018

A Nuoro per l'inaugurazione dell'Anno forestale 2018 - 2019


Questa mattina a Nuoro per l'inaugurazione dell'Anno forestale 2018 - 2019. La legge sulle norme in materia di inquadramento del personale che il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la scorsa settimana darà finalmente piena operatività all'agenzia Forestas che potrà svolgere appieno le proprie funzioni, quei compiti e quei ruoli che le sono stati affidati dalla legge con la quale è stata istituita. La Sardegna ha uno degli indici di boschività più elevati di Italia e tra i primi in Europa, un patrimonio unico e inestimabile da tutelare e valorizzare.
Ecco perchè con la legge sul turismo e la realizzazione della rete escursionistica abbiamo censito mille chilometri di sentieri che andranno ad implementare quella di circa 4 mila chilometri interconnessa con quella più ampia dei sentieri "Italia", la diramazione sarda della rete nazionale, la cui gestione è affidata dalla legge proprio all'agenzia Forestas.
L'obiettivo è quello di valorizzare questo patrimonio anche in chiave turistica, attraverso il cosiddetto "turismo a movimento lento", oggi particolarmente attrattivo e strategico.

 

 

 

12 novembre 2018

Oggi presidio a Sassari per scongiurare la chiusura del Policlinico


Questa mattina a Sassari alla manifestazione di protesta, indetta dalle segreteria territoriali di Fp CGIL, Cisl Fp e Uil Fpl, per impedire la chiusura del Policlinico sassarese. Il Consiglio regionale non ha competenze specifiche su autorizzazioni o accreditamenti e quanto deciso è stato fatto evidentemente senza una preventiva conultazione con i rappresentanti dell'Assemblea sarda.
Il Policlinico non può e non deve chiudere perchè è una struttura fondamentale negli equilibri del sistema sanitario del territorio e non solntanto di Sassari. Offre da sempre un servizio di qualità con quei rapporti di umanità che sono stati più volte sottolineati e di altà professionalità deL personale.
È chiaro che questa struttura non può chiudere come per'altro già previsto nel piano di riordino della Rete ospedaliera, dove sono stati confermati gli ottanta posti letto.
Sono fiducioso che nell'incontro di domani verrà trovata una soluzione perchè l'assessore Arru ha ben chiaro la valenza strategica di questo ospedale. Occorre però risolvere tutti i problemi tecnici che come sappiamo si trascinano da anni di messa a norma e messa in sicurezza della struttura. Ricordo che sette anni fa quando ero sindaco della città abbiamo rischiato la chiusura per difficoltà legate proprio ad interventi per la messa in sicurezza. Grazie all'intermediazione dell'allora Prefetto che mise in piedi un tavolo tecnico con Comune, Vigili del Fuoco e Policlinico con un'intelocuzione diretta con la Magistratura che era intervenuta con un'ordinanza, si è riusciti a evitare la chiusura grazie alla programmazione di alcuni interventi provvisori e l'impegno di altri stabiliti da uno specifico cronoprogramma per la messa a norma strutturale.
Questo però non può giustificare la cancellazione di una realtà fondamentale per la città e il suo territorio, soprattutto in una fase così delicata di transizione di proprietà della struttura. L'impegno da parte mia c'è, ma posso dire che c'è anche da parte di tutto il Consiglio regionale per la difesa del Policlinico sassarese e sono convinto che domani avremo delle risposte favorevoli e delle aperture da parte anche dell'assessore con la proposta di nuove soluzioni che possano sventare ogni possibilità di chiusura anche temporanea della struttura.

 

 

 

9 novembre 2018

Al Quirinale dal Presidente Mattarella: l'applicazione del regionalismo differenziato deve salvaguardare la Specialità


Oggi con la delegazione della Conferenza dei presidenti delle assemlee legislative delle Regioni e delle provincie autonome guidata dalla coordinatrice Rosetta d'Amelio, presidente del Consiglio regionale della Campania, abbiamo incontrato al Quirinale il Presidente Matarella. Tra i temi che la delegazione ha rappresentato all’attenzione del presidente della Repubblica gli ingenti danni provocati dalle calamità naturali che hanno riguardato gran parte delle regioni italiane, l’attuazione dell'autonomia differenziata richiesta da alcune regioni sulla scorta dell’art.116 della Costituzione, il riordino delle procedure delle Commissioni paritetiche afferenti le Regioni a statuto speciale e infine le attività di sensibilizzazione che i Consigli regionali stanno portando avanti relativamente alle questioni che riguardano la legalità ed il contrasto alle mafie. In qualità di coordinatore delle Autonomie speciali Ganau ho posto l'attenzione sull'applicazione del regionalismo differenziato per il quale sono favorevole solo a condizione che vengano rispettate le condizioni che consentono un sistema perequativo in grado di colmare i deficit di sviluppo delle diverse aeree del Paese.
In qualità di coordinatore delle Autonomie speciali Ganau ho posto l'attenzione sull'applicazione del regionalismo differenziato per il quale sono favorevole solo a condizione che vengano rispettate le condizioni che consentono un sistema perequativo in grado di colmare i deficit di sviluppo delle diverse aeree del Paese.
Differenziazione che è cosa ben diversa dalla Specialità che non deve essere rappresentata come separatezza e privilegio, ma neanche come una fastidiosa anomalia. Storicamente ha aperto la strada all’esperienza regionalistica in Italia e tuttora opportunamente valorizzata può rappresentare, e in diversi aspetti già rappresenta, la prospettiva più avanzata dell’autonomia capace di coniugare i principi generali con aspettative ed istanze tipiche e necessariamente diverse di taluni territori, nel loro insieme espressione di identità locali. Ritengo debba essere rilanciata migliorando gli strumenti di elaborazione delle norme di attuazione che oggi possono essere anche strumenti di attualizzazione degli Statuti.

 

 

 

28 ottobre 2018

Catalogna, auspico una ripresa del dialogo per una soluzione condivisa, l'Europa non si giri dall'altra parte

 
A Valencia dal palco del più prestigioso premio letterario in lingua catalana, Premis Octubre, durante la serata conclusiva ospitata ieri sera al palazzo delle Esposizioni di Valencia ho avuto l'opportunità di sostenere insieme ai presidenti Enrico Morera della generalitat Valenciana e Roger Torrent presidente del Parlamento della Catalogna, la liberazione dei rappresentanti politici indipendentisti catalani, ancora in carcere dopo un anno dalla dichiarazione di indipendenza, approvata dal parlamento locale.
Affrontare la questione catalana può essere per l'Europa l'opportunità di ridiscutere la governance democratica delle istituzioni regionali, nazionali ed europee, unico baluardo all'avanzata dei nazionalismi egoistici.
Auspichiamo che il nuovo governo guidato da Pedro Sǻnchez riprenda il dialogo all'interno degli spazi democratici per una soluzione condivisa della questione catalana.
L'Unione europea deve contribuire a trovare le soluzioni politiche più adeguate, l'Europa dei popoli non può girarsi dall'altra parte.
La giuria del premio ha deciso di premiare simbolicamente i rappresentanti politici catalani, ancora in carcere, consegnando i riconoscimenti ai parenti presenti in sala, accolti sul palco da un lungo applauso, al grido di libertà.