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27 ottobre 2018

A Valencia per incontrare il presidente de Les Corts Valenciane, Enric Morera

 

 

A Valencia per le celebrazioni dei 600 anni de La Generalitat Valenciana. Presente anche il presidente dell' Assemblea siciliana Gianfranco Miccichè ospiti del Congresso internazionale “La veu del Regne”, organizzato dalle università valenciane e promosso da le Corts valencianes.
Siamo stati ricevuti da Enric Morera presidente de Les Corts Valenciane. Abbiamo visitato l'antico palazzo attualmente sede delle Corti, l’organo legislativo della comunità Valenciana, l'emiciclo e i resti della via Augusta, conservati nell'edificio dei gruppi parlamentari valenciani, proseguendo poi il tour istituzionale al palazzo della Generalitat, sede del governo. Un'occasione unica di confronto per rafforzare i rapporti di collaborazione tra la comunità valenciana e la Sardegna. Durante la giornata conclusiva del Congresso internazionale “La veu del Regne” dedicato alle celebrazioni per i 600 anni dalla fondazione de La Generalitat valenciana abbiamo presentato, insieme al presidente del Comitato scientifico on. Michele Cossa ed il prof. Antonello Mattone, la Collana Acta Curiarum Regni Sardiniae.
Il progetto editoriale, avviato dal Consiglio regionale nel 1983 per la realizzazione di un’edizione critica degli atti dei parlamenti all’epoca dei viceré spagnoli (1355 al 1699) e dei documenti degli Stamenti (1793 – 1799), è giunto ormai a conclusione con la pubblicazione di 16 dei 24 volumi che la compongono, otto in fase di stampa.
La versione on line degli Acta Curiarum è presente sul sito internet del Consiglio regionale.

 

 

 

 18 ottobre 2018

Inaugurata la sede di AREUS a Nuoro

 

 

Inaugurata la sede AREUS a Nuoro, finalmente l' Azienda sanitaria dell' Emergenza Urgenza della Sardegna ha locali idonei ed adeguati al suo funzionamento negli spazi dell'ex convento delle Carmelitane scalze.
Ora, dopo l'attivazione del servizio di elisoccorso che come dimostrato sta ben operando, si tratta di accelerare il percorso che deve portare l'Azienda ad essere artefice di quel salto di qualità dell'intero servizio, ragione per cui è stata costituita. Il percorso non può che essere avviato, dando gambe a quello che il legislatore regionale ha previsto con la sua istituzione, ovvero un'azienda sanitaria pienamente autonoma, esattamente come le altre: l' ATS, le Aziende Ospedaliero Universitarie di Sassari e Cagliari e l'Azienda Ospedaliera Brotzu.
Per raggiungere l' obiettivo non sì può prescindere dalla gestione diretta di tutto il personale afferente al sistema di Emergenza Territoriale, i medici, gli infermieri, gli autisti delle centrali operative e quelli operanti sui mezzi di soccorso avanzato ed infermieristici, e della presa in carico di tutte le convenzioni con le associazioni di volontariato e con le cooperative che forniscono i mezzi e gli equipaggi di base, affrontando il tema annoso del rinnovo e dell'adeguamento delle convenzioni in essere. Occorre inoltre definire una politica di formazione che sia in grado di colmare le attuali carenze di medici abilitati all'Emergenza Territoriale, uniformando i protocolli d'azione su tutto il territorio regionale e definendo i tempi e i modi dell'attivazione dei Punti di Primo Soccorso Territoriale a gestione diretta dell'AREUS.
Per realizzare tutto questo è necessario dotare al più presto l'Azienda di un proprio atto aziendale che definisca assetti, funzioni, piante organiche e risorse. Solo così sarà possibile migliorare la già buona qualità dei soccorsi sul territorio, raggiungendo quei risultati auspicati e per i quali si è voluto definire l'AREUS come azienda autonoma.

 

 

 

 18 ottobre 2018

Intitolato ad Emanuela Loi il centro polifunzionale di Cargeghe

 

Oggi ho partecipato a Cargeghe all'initolazione del centro polifunzionale ad Emanuela Loi.
Ho accolto con grande piacere l'invito del Sindaco di Cargeghe perché convinto che le nostre comunità, le cittadine e i cittadini e soprattutto i più giovani hanno sempre più bisogno di preservare la memoria, di alimentare e costruire un nuovo senso civico, un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui si vive.
Una convinzione rafforzata dalla scelta di intitolare questa struttura, il centro polifunzionale di Cargeghe, quale punto di riferimento per la comunità, alla memoria di Emanuela Loi, poliziotta sarda morta nel 1992 nella strage di via d’Amelio a Palermo, dove perse la vita il giudice Paolo Borsellino.

Emanuela Loi è morta mentre compiva il suo lavoro, come agente di scorta di uno dei più grandi magistrati del nostro Paese, insieme ai poliziotti Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Alla sua memoria e al suo impegno al servizio dello Stato che le valse anche la Medaglia d’Oro al valor civile, sono state dedicate negli anni vie, premi, serie televisive con un unico e prezioso obiettivo: non dimenticare quegli anni bui della storia del nostro Paese, tristi e sconvolgenti ma anche carichi di speranza.

Emanuela Loi, unica donna della Polizia di Stato morta in servizio, a soli 24 anni, è stata e rimane un simbolo che oggi ancora una volta celebriamo e alla cui memoria dedichiamo un luogo di condivisione, aggregazione, confronto e socialità.

“Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti” diceva Paolo Borsellino; ecco Emanuela era proprio lo specchio di queste parole: una giovane poliziotta coraggiosa, che amava il suo mestiere consapevole, così come tutti gli agenti al servizio del giudice Borsellino, del rischio a cui andava incontro, soprattutto dopo la strage di Capaci e la morte di Giovanni Falcone.

In questo spazio dedicato ad Emanuela Loi, anziani, giovani, artisti, cittadine e cittadini parteciperanno ad attività sociali ed educative, laboratori teatrali e di cucina: si fermeranno e rifletteranno su quella targa posta all’entrata e ricorderanno che cosa accadde nel 1992, l’anno delle stragi di Stato e di Tangentopoli, l’anno che ha segnato la fine della Prima Repubblica.

 

 

 

 

 

 

 

15 ottobre 2018

Statuto speciale: occorre riprendere la battaglia per snellire l’iter delle norme di attuazione

Il convegno “Lo stato di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna. Un bilancio dopo 70 anni”, organizzato dall’associazione ex Consiglieri regionali, è stato un momento di riflessione utile e necessario a 70 anni dall’approvazione del nostro Statuto, in un momento storico in cui le regioni a Statuto ordinario chiedono maggiori ambiti di autonomia sulla base della riforma del Titolo V della Costituzione. La natura delle norme di attuazione è quella di dare definizione progressiva alle disposizioni statutarie che sono per loro natura generiche e di principio. Su questo un dato di fatto indiscutibile è che la Sardegna sia la regione a Statuto speciale che meno di tutte ha utilizzato e concretizzato questo strumento: appena dodici norme di attuazione negli ultimi trent’anni, contro le settantadue del Trentino Alto Adige.
Ecco perché credo vada valutato con attenzione l’orientamento della Corte Costituzionale, secondo la quale le norme di attuazione non solo applicano, ma possono integrare lo Statuto, strumento quindi possibile per adeguare la nostra Carta, carente su aspetti legati ad esempio al diritto alla mobilità, all’essere collegati alle grandi reti energetiche, ad una migliore definizione dei temi riguardanti la scuola, l’educazione, i beni culturali e oggi le telecomunicazioni e le reti digitali.
Le norme di attuazione passano attraverso un iter complesso che risponde al rapporto pattizio tra Stato e Regioni che si sviluppa all’interno delle commissioni paritetiche Stato – Regione, ecco perché credo possa essere utile una riforma della composizione della commissione: occorre affiancare ai tecnici, i rappresentanti politici e durante la fase istruttoria anche i rappresentanti ministeriali interessati. Questo eviterebbe la riapertura di istruttorie lunghe, dopo la definizione della norma; così come dovrebbe essere previsto un regime di prorogatio delle commissioni tra una legislatura e la successiva, fatto che garantirebbe una continuità e di sicuro un’accelerazione sulla nomina della nuova, così come la definizione di un tempo certo entro il quale il Governo deve esprimersi per dare gambe alla norma di attuazione, attraverso la predisposizione dei decreti legislativi. Le regioni a Statuto speciale devono rilanciare la battaglia su questi temi se non vogliono essere superate in tema di competenze e autonomia dalle regioni a Statuto ordinario.
Come coordinatore delle Speciali ho richiesto l’apertura di un tavolo di consultazione alla Ministra per gli Affari regionali da cui ho ottenuto rassicurazioni sull’attuazione alla Specialità.
Restiamo ovviamente in attesa di segnali concreti.

 

 

 

 

13 ottobre 2018

A Sassari la mostra Cronache dell'Autonomia. Sardegna 1943 – 1953

 È con grande soddisfazione che portiamo a Sassari, nei locali della Fondazione di Sardegna in via Carlo Alberto, questa mostra perché si tratta di una testimonianza accurata di quelli che sono stati i percorsi politici e formali per ottenere il nostro Statuto. Sono convinto che l'Autonomia rappresenti un patrimonio per tutti noi sardi che dobbiamo custodire e difendere con forza.
La mostra ripercorre i momenti più importanti legati all’approvazione dello Statuto e allo stesso tempo restituisce uno spaccato del clima socioculturale dell’Isola. Dall’istituzione di un Alto commissariato, con la nomina del generale Pietro Pinna Parpaglia, passando per la prima Giunta Consultiva e i primi progetti di Statuto, l’esposizione segue le cronache regionali e nazionali dell’epoca e mette in luce episodi e personalità di rilievo che hanno contribuito e animato il dibattito sullo Statuto sardo. Tramite una rassegna di documenti ufficiali, materiali fotografici e articoli della stampa, molti dei quali in edizione d’epoca, vengono inoltre ricostruite le tappe che, partendo dalle elezioni del primo Consiglio regionale della Sardegna portarono alla formazione della prima Giunta il 25 giugno 1949.
L’esposizione è stata ulteriormente arricchita da un archivio digitale “70 anni di autonomia – Sardegna 1948-2018” che, partendo dalla data della firma dello Statuto speciale, arriva fino ai giorni nostri.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 10 dicembre con orario continuato dalle 10.00 all 19.00.