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30 novembre 2018

Una proposta di legge per migliorare la rappresentanza nel Parlamento europeo dei cittadini delle Regioni a Statuto speciale


Questa mattina a Roma il tavolo dei lavori del coordinamento dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni a statuto speciale e delle province autonome.
Abbiamo preso in esame le due proposte di riforma della legge per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, stabilendo di dare mandato al gruppo di lavoro per lavorare ad una proposta di legge specifica che i consigli regionali delle regioni speciali interessati proporranno come legge nazionale. Un'occasione unica da cogliere al volo anche alla luce dei nuovi seggi assegnati all'Italia per effetto della Brexit: dei 73 del Regno Unito, 27 infatti, sono stati redistribuiti ad altri Paesi e 46 “accantonati” in vista di future adesioni.
All'ordine del giorno l'esame della Memoria sul tema “Una garanzia di rappresentanza nel Parlamento europeo per i cittadini dei territori ad autonomia speciale”, frutto del lavoro di analisi elaborato dal Gruppo di ricerca A.S.A. (Autonomie speciali Alpine) nell'ambito dello studio per la revisione della legislazione vigente per l'elezione del Parlamento europeo.
Il lavoro di ricerca, coordinato dal professor Roberto Toniatti, ordinario di Diritto pubblico comparato all'Università di Trento, al quale ha partecipato anche il professor Gianmario Demuro, ordinario di Diritto costituzionale all'Università di Cagliari è stato realizzato nell'ambito del progetto L.I.A. (Laboratorio di Innovazione Istituzionale per l'Autonomia integrale dell'Università di Trento) con l'obbiettivo di affrontare la questione della sottorapresentazione delle comunità e dei territori delle Regioni ad autonomia differenziata nell'assemblea parlamentare dell'Unione europea.
Le prossime elezioni europee si terranno il 23 e il 26 maggio 2019, sulla base della proposta del Parlamento europeo e gli eurodeputati assegnati all'Italia passeranno da 73 a 76.
L'incremento previsto consentirà di riparare ad una grave distorsione del meccanismo di rappresentanza delle Autonomie speciali e la proposta avanzata va proprio nella direzione di eliminare l'attuale condizione di disparità e sotto – rappresentanza dei cittadini che risiedono in Regioni a Statuto speciale, garantendo loro di poter dare un più concreto apporto al processo di integrazione europea.
La proposta di riforma della legge 24 gennaio 1979, n.18 per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia:
Mantenimento di cinque macro – circoscrizioni e istituzione di sei circoscrizioni a collegio unico.

Le attuali cinque macro-regionali
I) Italia nord-occidentale (Piemonte - Liguria - Lombardia);
II) Italia nord-orientale (Veneto - Emilia-Romagna);
III) Italia centrale (Toscana - Umbria - Marche – Lazio);
IV) Italia meridionale (Abruzzo - Molise - Campania - Puglia - Basilicata - Calabria);
V) Sicilia
per un totale di 70 eletti su 43.250.000 elettori, in media un eletto per ogni 617.000 elettori

Le sei nuove circoscrizioni a collegio unico
I) Friuli Venezia Giulia (950.000 elettori);
II) Provincia autonoma di Trento (420.000 elettori);
III) Provincia autonoma di Bolzano/Südtirol (400.000 elettori);
IV) Sardegna 1 (province di ....)
V) Sardegna 2 – (province di ....) (in totale: 1.480.000 elettori);
VI) Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste - (100.000 elettori)
per un totale di 6 eletti su 3.350.000 elettori, ossia in media un eletto ogni 558.000 elettori, con uno scarto minimo rispetto al rapporto evidenziato sulla scala delle macro- circoscrizioni complessivamente considerate.

 

 

26 novembre 2018

Orti urbani, iniziativa socialmente rilevante, va estesa a tutti i comuni sardi


Questa mattina ai lavori del convegno “Gli Horti nel tempo, coltura e cultura degli orti nel segno delle civiltà e del cambiamento”, organizzato a Sassari nella sede dell'assessorato alle Politiche culturali nell'ambito del progetto Migrazioni & Mediterraneo. L'Osservatorio Sardegna. La cultura degli orti urbani fa parte del dna di Sassari e di numerosi altri centri della nostra isola. Quest'iniziativa che vede il supporto del CNR e delle nostre università parte da lontano e oggi prende finalmente forma. Credo che anche per la sua rilevanza dal punto di vista sociale e non solo culturale sia per i sardi che per i nuovi cittadini del mondo, debba poter contare sull'appoggio dell'Assemblea sarda.
Un'iniziativa di supporto sociale che mette a disposizione dei cittadini uno spazio per coltivare la terra per avere un ritorno di produzione propria, un supporto quindi di tipo anche economico, ma che dall'altra svolge quella funzione sociale di aggregazione e integrazione, oggi essenziale. È confortante che nel nostro Paese ci siano ancora istituzioni come il CNR che si occupano di politiche dell'integrazione, aspetto non scontato in un momento storico in cui prevalgono venti di discriminazione e di razzismo marcati e difficilmente gestibili. Il progetto degli orti urbani rappresenta un percorso definito verso azioni concrete, volte all'integrazione e all'accoglienza che deve essere sostenuto e valorizzato. Può offrire un futuro di impegno anche professionale agli immigrati e sono particolarmente orgoglioso che questa iniziativa da Sassari possa estendersi a tutto il resto del territorio sardo, a tutti i comuni dove dovrebbero essere messi a disposizione degli orti urbani per chi vuole lavorare la terra, per chi vuole dedicarsi a questo tipo di attività nobile ed importante che fa parte della nostra storia e della nostra cultura.

 

26 novembre 2018

Bando Ats sulla riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi


Bando Ats sulla riorganizzazione della rete dei laboratori di analisi, non c'è logica nel spostare il servizio da Sassari ad Olbia.
La mia intervista di ieri su La Nuova Sardegna rilasciata a Paoletta Farina.

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23 novembre 2018 Alghero

Strada quattro corsie Sassari – Alghero è una battaglia che deve vedere uniti tutti


Questa mattina ad Alghero ho firmato per il referendum consultivo promosso dal sindaco Mario Bruno per mantenere a quattro corsie il tracciato della nuova statale Sassari – Alghero.
Ho raggiunto il presidio attivato già da qualche giorno presso l'innesto della quattro corsie, accolto dal consigliere regionale del PD, Raimondo Cacciotto, dalla vicesindaca Gabriella Esposito e dal consigliere comunale di Alghero, Enrico Daga. L'iniziativa, promossa dal primo cittadino e la sua giunta, ha già visto il sostegno delle forze politiche e sociali del territorio, ma anche di semplici cittadine e cittadini che ogni giorno raggiungono il presidio per sostenere il completamento della statale 291, così come previsto dal precedente tracciato.
Vedere bloccati i lavori per la prosecuzione della strada quattro corsie Sassari – Alghero sarebbe un dramma uno scippo per l'intero territorio, assolutamente inaccettabile, per questo siamo tutti mobilitati con l'unico obiettivo di vedere completata questa importantissima arteria stradale, vitale per tutto il Nord-ovest della Sardegna.
Questa è una battaglia che deve vedere uniti tutti senza distinzione per colore politico.

 

 

22 novembre 2018 Sassari

Firma accordo Museo regionale del Novecento un progetto essenziale per il quale abbiamo lavorato duramente


Questo pomeriggio è stata apposta la firma dell'accordo tra Regione e Provincia di Sassari, presenti il presidente della giunta Francesco Pigliaru e l'amministratore straordinario, Guido Sechi per definire gli atti e gli adempimenti di competenza dei due enti utili alla realizzazione, gestione e funzionamento del Museo per l'Arte del Novecento e del Contemporaneo, ospitato a Sassari nell'ex struttura conventuale del Carmelo.
Un progetto nato quattordici anni fa, tanto atteso e sognato per il quale abbiamo lavorato duramente, oggi una realtà importantissima per il territorio e la città grazie al riconoscimento di “museo regionale”, il solo e unico obiettivo a cui aspiravamo e che ora finalmente trova la sua conclusione.
Credo sia evidente a tutti che rilevanza abbia per Sassari e il suo territorio la nascita del museo regionale, il cui nucleo iniziale della collezione permanente sarà il fondo Biasi che è ritornato in città proprio per essere esposto in questa prestigiosa sede. Una collezione di grandissimo pregio, parte rilevante dell'opera del grande pittore sassarese, tra le collezioni più importanti del '900 per troppo tempo “nascosta” al grande pubblico. Sono molto soddisfatto che l'idea del polo museale metropolitano stia prendendo forma, un progetto che già a livello cittadino avevamo studiato quando ero sindaco di Sassari con la nascita della rete Thamus e che ora si estenderà a tutta l'area metropolitana. Sono convinto che il Museo del Novecento e dell'Arte contemporanea possa diventare un punto di riferimento unico per l'intero sistema museale regionale.