Comunicati stampa 2016

Chiusura campagna referendaria, Ganau: "Ho svolto sino in fondo il mandato che mi ha affidato il Consiglio regionale"

Cagliari, 15/04/2016

«Oltre 160 associazioni hanno aderito alla campagna referendaria per il sì a supporto dei nove consigli regionali che hanno proposto il referendum. Anche in Sardegna il sostegno dei comitati di associazioni ambientaliste, culturali e di categoria ha contribuito in maniera essenziale alla campagna informativa, insieme a gran parte dei sindaci della Sardegna, ad artisti ma soprattutto a moltissimi cittadini che ringrazio oggi pubblicamente». Il presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau ha chiuso ufficialmente questa mattina in una conferenza stampa convocata in Consiglio regionale la campagna referendaria per il sì, insieme al capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, delegato supplente nel comitato nazionale e ai portavoce dei comitati delle associazioni della Sardegna “Vota sì per fermare le trivelle”, Annalisa Colombu e Giorgio Vargiu e “No trivelle in Sardegna”, Daniela Concas. «Oggi ritengo chiuso il mandato che ho ricevuto dal Consiglio regionale - ha sottolineato Ganau - per una battaglia nella quale credo molto, su un tema che riguarda il futuro energetico della nostra Regione e del nostro Paese. Credo di aver svolto pienamente e sino in fondo il compito che mi è stato affidato dall’Assemblea sarda che ha votato, allora, per un referendum che comprendeva sei quesiti, ognuno con pari dignità, compreso quello per il quale domenica siamo chiamati ad esprimerci, un quesito non certo marginale ma strategico». Il presidente del Consiglio ha spiegato poi le difficoltà legate ai tempi di “una campagna difficile per la quale sin dall’inizio si era deciso che dovesse passare in silenzio. L'incidente di percorso - ha aggiunto Ganau – ha dato visibilità al referendum, ma badate che il caso Tempa Rossa riguarda proprio i temi sui quali noi consigli regionali siamo intervenuti con la proposta di referendum: la Regione Basilicata era contraria a quella concessione. E il risultato che abbiamo ottenuto è quello di consentire alle regioni di esercitare sino in fondo il proprio loro ruolo e le proprie competenze. I cittadini hanno capito molto bene il quesito e il significato profondo del referendum – ha aggiunto ancora Ganau – cogliendo che si tratta di una battaglia importante che deve continuare anche dopo il referendum. Credo che la base del mio partito, a differenza di quello che hanno indicato i vertici nazionali, andrà a votare per il sì, cogliendo la contraddizione nell’invitare all’astensione, una non coerenza che oggi non possiamo permetterci e un danno che facciamo alla democrazia». «Occorre essere motivati per i cambiamenti strategici che riguardano il nostro futuro – ha sottolineato Annalisa Colombu - noi chiediamo una politica energetica che vada verso le energie rinnovabili». «Un mese di campagna referendaria di certo non facile – ha aggiunto Giorgio Vargiu - partita in sordina ma poi in forte crescendo. La Sardegna ha una grande anima spesso sopita, ecco perché il 17 abbiamo necessità di ottenere un grande risultato che vada anche oltre il quorum». «Ogni mare è il nostro mare è stato il nostro slogan – ha sottolineato Daniela Concas di “No trivelle in Sardegna” - perché il mar Mediterraneo è un mare chiuso e la nostra isola non è certo esente da rischi. Il 17 Aprile chiediamo un sì consapevole». A chiudere gli interventi Pietro Pittalis come delegato supplente del Comitato promotore: “avrei preferito che il presidente Pigliaru fosse seduto qui con noi – ha detto - devo dare atto e lo faccio da capogruppo dell'opposizione che senza un'azione forte e determinata del presidente del consiglio il tema referendario forse sarebbe rimasto un tabù. A lui il riconoscimento di aver fatto il suo lavoro, esternando la volontà quasi unanime del Consiglio regionale. A lui riconosco cuore e passione che lo ha portato a sfidare tutto l'apparato del suo partito, a partire dal segretario nazionale Renzi. Detto questo – ha aggiunto Pittalis – credo che il referendum del 17 Aprile sposi anche una battaglia che si basa su un principio di sovranità a tutela del nostro territorio, a sostegno del nostro la tutela del nostro mare per la valorizzazione della nostra industria turistica. Anche chi la pensa diversamente deve comunque andare a votare perché è importante raggiungere il quorum. Noi speriamo in una valanga di sì – ha concluso - la risposta più significativa che i sardi possono dare.

 

 

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