9 giugno 2017

Regionalismo e doppia preferenza di genere in Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali italiani



Questa mattina ho illustrato alla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative delle regioni e delle province autonome riunita a Roma in seduta plenaria il documento politico approvato lo scorso 28 aprile a Cagliari, in occasione della giornata dedicata all'autonomia della Sardegna.
La piattaforma programmatica rivendicava il ruolo delle Assemblee legislative delle regioni a Statuto speciale e delle province autonome a guidare la piena attuazione del disegno regionalista, iniziato con la riforma costituzionale del 2001 e non ancora portato a compimento. Su proposta del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, la Conferenza ha stabilito che il documento, approvato in Sardegna, venga acquisito anche dalle regioni ordinarie come punto di partenza per riprendere il confronto con il Governo sul regionalismo.
Ho accolto con grande piacere la volontà espressa questa mattina dalla Conferenza che riconosce nel documento da noi approvato una direttrice da seguire per affrontare il tema del regionalismo differenziato. Sono inoltre molto soddisfatto del fatto che le regioni ordinarie e quelle speciali hanno iniziato a ragionare, non più in termini di competizione, ma di leale e proficua collaborazione
Ho anche sollecitato la Conferenza, accogliendo l'iniziativa della presidenza del Piemonte, affinché venga al più presto fatta una ricognizione fra tutte le regioni italiane che applicano la doppia preferenza di genere nelle leggi elettorali attualmente in vigore. Credo che la Conferenza possa fornire un efficace impulso alle singole Assemblee regionali affinché anche le regioni che non hanno ancora leggi elettorali rispettose dei principi costituzionali per il riequilibrio della rappresentanza di genere nelle istituzioni, si adeguino a quanto disposto dalla legge 20 del 2016.

 

 

 

6 giugno 2017

Federalismo fiscale: audizione in Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale



Questa mattina a Roma durante i lavori della Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, presieduta da Giancarlo Giorgietti ho esposto in qualità di coordinatore delle regioni a statuto speciale e province autonome, la posizione delle assemblee legislative.
Queste negli ultimi mesi hanno lavorato insieme per rappresentare i tratti comuni di esperienze, la richiesta di un'autonomia finanziaria compiuta che garantisca gli stessi strumenti e l'equilibrio dei parametri applicati nel rispetto della particolarità e della specialità dei territori; un riequilibrio del coordinamento centrale compatibile con un effettivo sistema autonomistico la cui limitazione, in questi anni, ha provocato gravi ricadute per la spesa sociale e per i servizi ai cittadini, e infine il rafforzamento di quel percorso che vede nell'accordo e nelle norme di attuazione lo strumento più idoneo all'adeguamento degli statuti e del principio di specialità.

Già a Cagliari il 28 aprile con il documento delle regioni a statuto speciale e delle province autonome avevamo messo in evidenza che la legislazione della crisi ha sacrificato l’autonomia, infatti lo Stato ha privilegiato la via del coordinamento finanziario, utilizzando in modo centralistico le norme costituzionali legate al principio di equilibrio di bilancio di derivazione europea e per questo motivo tutte le regioni, e le autonomie in genere hanno pagato un prezzo troppo alto in termini di risorse e soprattutto in termini di servizi; secondo noi ma lo ha attestato a più riprese anche la Corte dei Conti, si è pagato un prezzo sproporzionato soprattutto se si guarda ai servizi fondamentali che sono venuti meno per i cittadini.
Di fatto, colpire la spesa locale ha portato a colpire principalmente la spesa sociale.

Fino ad oggi abbiamo percorso la via segnata dall' art 27 della legge 42, quella dell’accordo diretto a calare nei singoli ordinamenti, e secondo le rispettive condizioni ed economie, i principi della legge, ma questo non ha evitato in alcuni casi di arrivare ad una qualche certezza in ordine alle entrate a vantaggio dell’autonomia regionale, estesa a nuove onerose funzioni; dall’altro ritardi, interpretazioni restrittive, mancati versamenti da parte dello Stato fino ai pesanti accantonamenti, che sono in realtà decurtazioni dei trasferimenti, hanno penalizzato le autonomie.
Come assemblee legislative, la preoccupazione è legata alla natura di molti degli accordi, che condotti spesso in via esclusivamente interna dagli esecutivi, vengono poi riversati nei bilanci statali e regionali senza che sia possibile effettuare una reale verifica delle decisioni assunte. Il sistema delle norme di attuazione è invece quello che più di tutti può dar luogo a norme stabili e a discipline compiute, frutto di una vera composizione di normative locali e statali; non a caso è espressamente richiamato dalle leggi statali sia per l' attuazione del federalismo fiscale, sia per l'omogeneizzazione dei sistemi contabili, avendo inoltre il pregio di coinvolgere nella maggior parte dei casi le assemblee legislative delle autonomie speciali.

 

 

 

5 giugno 2017

Progettare il futuro: convegno a Sassari



La proposta di mettere in piedi un gruppo di lavoro che veda impegnati intellettuali, politici e società civile nel progettare il futuro della nostra isola, trovando le soluzioni migliori perché possa concretizzarsi un progetto complessivo in cui si riconosce tutto il popolo sardo, aldilà delle appartenenze politiche del momento, è la sintesi finale del convegno promosso dalla Fondazione “Enrico Berlinguer” e dal Centro studi autonomistici “Paolo Dettori”.

Ho riaffermato che occorre ripartire dal riconoscimento pieno della condizione di insularità, condizione di specialità di per sé, per la maggiore esposizione a fenomeni migratori, di spopolamento, di difficoltà di trasporti e di approvvigionamento energetico, di fragilità della produzione agricola e di marcate differenziazioni dell'economia tutte condizioni che giustificano un regime differenziato e politiche mirate per le isole.
La battaglia per il riconoscimento della condizione di insularità della nostra Regione, credo sia una delle priorità. La specificità è un valore da rivendicare sempre caratterizzato da ragioni legate non solo alla condizione geografica, ma anche a forti valori identitari, come la lingua l'ambiente, la cultura e il paesaggio, che non sono abbastanza valorizzati nel testo del nostro Statuto.

Il rapporto tra Regione e Stato, in base allo Statuto e alla sua applicazione “un rapporto dialettico e continuo, in grado di adattarsi alle differenti condizioni politiche ed economiche le norme di attuazione sono lo strumento per rendere efficaci i contenuti dello Statuto, e anche nell'utilizzo di questo strumento abbiamo dimostrato scarsa capacità, rispetto alle altre regioni a Statuto speciale. Basti pensare che abbiamo ottenuto dodici decreti attuativi, a fronte dei settanta del Trentino Alto Adige, dei trentadue della Val d'Aosta e dei venticinque del Friuli Venezia Giulia. Serve quindi un'interlocuzione forte con il Governo che riparta dall'articolo 3 dello Statuto, purtroppo ancora pienamente attuale, su cui sono stati basati i due piani di rinascita, oggi ancora vivo perché evidenti quelle distanze siderali tra il nostro sistema economico e quello del resto d'Italia. In questo contesto si inserisce il Patto per la Sardegna, siglato con il Governo Renzi, che ha il limite di essere nato da un'interlocuzione tra esecutivi, senza una compartecipazione ampia alle scelte con la società civile che invece è quella che serve alle politiche che noi oggi dobbiamo mettere in campo. La mia convinzione è che se noi non colmiamo questi svantaggi strutturali, non ci sarà mai la possibilità di opporsi a fenomeni come quello dello spopolamento, primo grande problema della Sardegna che non riguarda ormai soltanto le zone interne, ma complessivamente tutto il territorio regionale.
Ed è con questo spirito che intendo partecipare al costituendo gruppo di lavoro.

Il testo del mio intervento

 

 

 

3 giugno 2017

Nul-Vi dà gusto



Un onore essere qui tra voi per inaugurare questa manifestazione, frutto di un grande lavoro di sintesi che coinvolge l'intero paese e che riesce a proporre, in due giornate di iniziative, tutte le eccellenze che Nulvi ha da offrire ai suoi visitatori.
Siete riusciti a coinvolgere le aziende locali e l'intera comunità costruendo un percorso distribuito in trentaquattro domos, le abitazioni del vostro centro storico, coniugando la vostra tradizione culinaria con gli antichi mestieri e l'artigianato locale, riuscendo a proporvi come territorio vivo e aperto agli altri.
È quello di cui abbiamo bisogno oggi in Sardegna, uno degli strumenti utili a combattere il fenomeno dello spopolamento che purtroppo coinvolge non soltanto le zone interne della nostra isola che non consentono un pieno sviluppo delle attività produttive e un'adeguata vivibilità dei paesi, aspetto che voi nulvesi conoscete bene visto che da trentanni attendete la realizzazione della strada dell'Anglona, ultima porzione della nuova rete viaria che collegherà Nulvi e buona parte dell’Anglona al capoluogo sassarese.

Galleria fotografica

 

 

1 giugno 2017

Agenzia Forestas: un nuovo contratto per i dipendenti



Una nuova legge, da approvare entro l’estate, darà finalmente una risposta alle richieste dei dipendenti dell’Agenzia Forestas che da tempo chiedono di essere inquadrati nel ruolo regionale.
C’è la massima attenzione del Consiglio la questione è all’esame della Prima Commissione che in questi giorni sta completando gli approfondimenti. Alcune delle questioni ostative all’applicazione del nuovo contratto per i forestali sono i via di definizione, presto si avrà un quadro completo. La Commissione ha in carico due proposte di legge che possono essere unificate o riscritte con l’impegno di arrivare all’approvazione di un provvedimento ad hoc entro l’estate.
D’accordo per una soluzione in tempi rapidi tutti i capigruppo che hanno partecipato al’incontro.

 

 

 

27 maggio 2017

Ganau, solidarietà al sindaco di Villacidro



A neanche ventiquattrore dall'atto intimidatorio nei confronti del sindaco di Siniscola, ci ritroviamo a dover esprimere, ancora una volta, la nostra solidarietà nei confronti di un amministratore pubblico, vittima questa volta di un attentato incendiario. Al sindaco di Villacidro, Marta Cabriolu esprimo tutta la mia vicinanza e quella dell'Assemblea sarda, certo scontata ma indispensabile per sostenere gli amministratori locali in queste difficili circostanze.
Accolgo favorevolmente l'invito del presidente Pigliaru, concordando sulla necessità di convocare al più presto una seduta speciale della Conferenza permanente Regione – Enti locali.